Calcola il voto della maturità: 40+60, esempi pratici e bonus 3 punti – Diplomati Online
Maturità29 Agosto 202612 min di lettura

Calcola il voto della maturità: 40+60, esempi pratici e bonus 3 punti

Guida pratica 2026 per calcolare il voto della maturità: formula 40+60, esempi riutilizzabili, spiegazione del bonus fino a 3 punti e opzioni per recuperare.


Candidata durante l'esame di maturità

Il voto della maturità si calcola sommando punti di crediti scolastici e punti delle tre prove d’esame, per un massimo teorico di 100. La soglia minima per superare l’esame è quella della sufficienza. La commissione può aggiungere fino a 3 punti bonus secondo l’Ordinanza ministeriale 54/2026, ma solo chi arriva a 100 senza bonus e con credito massimo può ottenere la lode.


In breve:

  • Un punteggio massimo di 100 si ottiene sommando fino a 40 crediti scolastici e 60 punti delle prove d’esame, con un massimo di 3 punti bonus.
  • La valutazione delle prove si basa su singoli risultati, senza compensazioni tra prove, e i crediti si assegnano in fasce che variano da 12 a 15 punti a seconda dell’anno di corso.
  • Per ottenere la lode, bisogna arrivare a 100 senza usare bonus e con credito massimo, mentre il bonus massimo di 3 punti si concede solo se si supera almeno 90 punti complessivi.
  • La formula del voto è uguale in tutta Italia, ma il contesto scolastico può influenzare i crediti assegnati e le modalità di valutazione delle prove.
  • Chi ha crediti bassi o debiti formativi può recuperare prima dell’esame con percorsi personalizzati che migliorano il voto complessivo e facilitano il superamento.

Indice

La formula del voto della maturità: componenti e conteggio

Il calcolo funziona per addizione diretta, non per media. Da un lato ci sono i crediti scolastici, un tesoretto di punti (massimo 40) costruito nel corso del triennio in base a voti, comportamento e attività extrascolastiche. Dall’altro ci sono le prove d’esame, che valgono fino a 60 punti totali divisi in tre blocchi da 20: prima prova, seconda prova e colloquio. Ogni prova è un tassello autonomo: non esiste compensazione automatica tra una prova andata male e una andata benissimo, la commissione valuta e somma. Il risultato finale è semplicemente crediti più punteggio prove, arrotondato secondo le regole della commissione.

Schema della formula 40 più 60

Come si calcolano i crediti scolastici: tabella, fasce e criteri

I crediti si accumulano per fasce di media: il tetto massimo è 12 punti al terzo anno, 13 al quarto e 15 al quinto. All’interno di ogni fascia, il consiglio di classe decide se attribuire il punteggio minimo o massimo guardando il voto di comportamento e i crediti formativi, incluse attività PCTO e certificazioni documentate.

Per stimare il proprio credito basta guardare la propria media e sommare i massimi delle tre bande. Chi vuole approfondire riga per riga può consultare la guida completa sui crediti scolastici.

Come vengono valutate prima prova, seconda prova e colloquio

La prima prova, di italiano, valuta capacità argomentativa, correttezza linguistica e coerenza del ragionamento: qui contano struttura del testo e proprietà lessicale più che la lunghezza. La seconda prova cambia per ogni indirizzo di studio e misura l’aderenza al programma specifico, quindi la preparazione tecnica sulla materia caratterizzante pesa più della cultura generale. Il colloquio, spesso il più temuto, segue una griglia che valuta padronanza dei contenuti disciplinari, capacità di collegamento tra le materie e competenze trasversali maturate anche nei percorsi PCTO. Chi arriva impreparato all’orale spesso non è privo di conoscenze, ma non riesce a collegarle sotto pressione: allenarsi a esporre ad alta voce, non solo a studiare, fa la differenza concreta sul punteggio.

Esempi numerici per calcolare il proprio voto finale

Alcuni casi concreti aiutano a capire come funziona davvero la somma.

  • Credito medio, prove nella media: 25 punti di credito + 18+17+18 alle prove = 78/100. Un risultato solido, senza bonus necessario.
  • Credito alto, prove ottime: 40 punti di credito + 20+20+20 alle prove = 100/100. Senza bonus, questo è l’unico scenario che apre la porta alla lode.
  • Credito minimo, prove da recuperare: con 25 punti di credito, servono almeno 35 punti complessivi nelle tre prove per toccare la soglia di 60/100, quindi una media di circa 12 punti a prova.

Bonus della commissione e lode: le regole 2026

L’OM 54/2026 ha ridotto il bonus massimo a 3 punti, riservato a chi somma già almeno 90 punti tra crediti e prove. Attenzione: usare il bonus esclude automaticamente la lode, che spetta solo a chi arriva a 100/100 con le proprie forze e credito massimo. Esempio pratico: uno studente con 88 punti totali non può accedere al bonus perché sotto soglia; uno con 91 può ricevere fino a 3 punti extra, ma resta escluso dalla lode anche se supera 90.

Requisiti di ammissione e casi particolari

Per accedere all’esame servono frequenza minima, voti sufficienti in tutte le materie e il completamento delle ore PCTO previste. I candidati esterni seguono un percorso con esami preliminari specifici davanti al consiglio di classe. Per gli studenti con DSA o disabilità, il piano didattico personalizzato può prevedere strumenti compensativi, tempi aggiuntivi o prove differenziate, sempre nel rispetto del valore legale del titolo finale.

Interpretare il voto: fasce pratiche e valore legale

Le fasce si leggono così: 60-69 indica un percorso essenziale, 70-79 un rendimento medio-buono, 80-89 un risultato alto, 90-100 l’eccellenza. Dal punto di vista legale, però, ogni voto tra 60 e 100 ha lo stesso peso per l’accesso a università, concorsi pubblici e mondo del lavoro: non esistono soglie di esclusione oltre il 60. Il voto conta più come biglietto da visita psicologico che come filtro burocratico.

La prospettiva di Diplomati per chi vuole recuperare o migliorare

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Un consiglio: Prova a registrarti mentre rispondi a una domanda d’esame: riascoltarti aiuta più di qualsiasi ripasso silenzioso.

Il diploma resta riconosciuto perché gli esami si svolgono in scuole paritarie ufficiali, riconosciute dal MIUR.

Differenze regionali e tipologie di istituto nel calcolo del voto

La formula del voto della maturità è identica su tutto il territorio nazionale: 40 punti di crediti più 60 punti di prove, stessa soglia di 60/100, stesso limite di bonus fissato dall’ordinanza ministeriale. Non esistono varianti regionali nella formula matematica, e questo è un punto spesso frainteso da chi confronta esperienze diverse tra amici o parenti.

Quello che cambia, invece, è il contesto scolastico che influenza l’attribuzione dei crediti all’interno delle fasce previste dalla tabella. Un liceo con criteri di valutazione tradizionalmente più severi può portare a medie leggermente più basse a parità di preparazione, mentre un istituto tecnico o professionale valorizza più facilmente attività laboratoriali e PCTO che rientrano nei crediti formativi. Anche la seconda prova cambia sostanza da un indirizzo all’altro: al liceo classico verte su latino o greco, al liceo scientifico su matematica o fisica, negli istituti tecnici su materie di indirizzo con taglio più applicativo. La commissione, inoltre, è composta da membri interni ed esterni scelti secondo criteri che possono variare leggermente da un ambito territoriale all’altro, ma i criteri di valutazione delle griglie ministeriali restano uguali ovunque.

In sintesi: la scuola che frequenti influenza il percorso che porta al voto, non le regole matematiche con cui il voto viene calcolato.

Come vengono attribuiti i crediti formativi nelle varie discipline

I crediti formativi non riguardano una singola materia, ma l’insieme del percorso dello studente. Il consiglio di classe li valuta guardando tre elementi principali: la media dei voti in tutte le discipline, il voto di comportamento e le attività certificate extra curriculari, incluse quelle svolte durante i percorsi PCTO.

Non esiste una materia che “vale di più” nell’attribuzione dei crediti: quello che conta è la coerenza generale del rendimento. Tuttavia, alcune attività specifiche possono spingere l’attribuzione verso il massimo della fascia. Certificazioni linguistiche riconosciute (come le certificazioni Cambridge o DELF), corsi extrascolastici documentati, esperienze di volontariato strutturato, partecipazione a gare o olimpiadi disciplinari: tutti questi elementi, se presentati con documentazione formale al consiglio di classe, pesano nella decisione finale.

Il comportamento gioca un ruolo silenzioso ma reale: una condotta valutata con voti bassi, anche se non compromette l’ammissione, può spingere l’attribuzione verso il minimo della fascia anche a fronte di una buona media nelle materie curricolari. Al contrario, un percorso PCTO svolto con serietà e valutato positivamente dal tutor aziendale rientra tra gli elementi che il consiglio può citare esplicitamente in sede di scrutinio per giustificare il massimo della banda.

Documentare tutto per tempo, prima dello scrutinio finale, resta il modo più concreto per non lasciare punti sul tavolo.

Debiti, sospensioni e assenze: cosa succede al voto

Gli studenti con debiti formativi non ammessi automaticamente all’esame: il debito deve essere recuperato, solitamente tramite corsi di recupero estivi e una verifica che il consiglio di classe valuta prima dello scrutinio di ammissione. Se il debito non viene sanato, l’ammissione all’esame di maturità non avviene, indipendentemente dal punteggio nelle altre materie.

Le sospensioni disciplinari non impediscono di per sé l’ammissione, ma influenzano il voto di comportamento, che a sua volta pesa sull’attribuzione del credito all’interno della fascia di appartenenza. Una sospensione isolata, in un percorso altrimenti solido, ha un impatto limitato; sospensioni ripetute possono invece spingere il consiglio verso l’attribuzione minima della banda di credito.

Le assenze rilevanti sono probabilmente l’aspetto più sottovalutato dagli studenti. Ogni istituto stabilisce una soglia minima di frequenza (generalmente il 75% dell’orario annuale) sotto la quale l’ammissione all’esame è a rischio, salvo motivazioni documentate come problemi di salute certificati. Superare la soglia minima non basta comunque a garantire il credito massimo: assenze frequenti, anche se giustificate, possono limitare la possibilità di dimostrare partecipazione attiva e continuità, elementi che il consiglio considera in sede di attribuzione.

Chi ha accumulato debiti o assenze importanti nel corso dell’anno può recuperare terreno attraverso percorsi di recupero mirati prima dello scrutinio, piuttosto che aspettare l’ultimo mese per rimettersi in pari.

Debiti, sospensioni e assenze: cosa succede al voto — overview diagram

Si può fare ricorso sul voto della maturità?

Sì, ma con margini stretti. Il voto finale dell’esame di Stato è un atto amministrativo, e come tale può essere impugnato solo per vizi di legittimità, non per semplice insoddisfazione sul punteggio ottenuto. In pratica significa dimostrare un errore procedurale: un calcolo aritmetico sbagliato nella somma di crediti e prove, un’applicazione non corretta della griglia di valutazione, o un vizio nella composizione della commissione.

Il ricorso si presenta al Tribunale amministrativo regionale (TAR) competente, generalmente entro 60 giorni dalla pubblicazione degli esiti, ed è consigliabile farsi assistere da chi conosce la materia amministrativa scolastica: i tempi processuali spesso superano l’inizio dell’anno accademico successivo, quindi il ricorso raramente serve a “cambiare” il voto in tempo per l’iscrizione all’università. Prima di rivolgersi al TAR, ha senso richiedere l’accesso agli atti alla segreteria scolastica per verificare i verbali della commissione: in molti casi un errore materiale viene corretto direttamente dall’istituto, senza bisogno di via legale.

Un ricorso ha senso solo davanti a un errore verificabile, non davanti a un punteggio che semplicemente delude le aspettative.

Il mio punto di vista: la preparazione conta più del bonus

La retorica sul bonus dei 3 punti distrae da quello che davvero determina il voto: il lavoro costante sul triennio. Con il bonus ridotto dall’OM 54/2026, chi punta a un punteggio alto non può più contare su un margine ampio all’ultimo minuto. Questo cambia le priorità in modo netto.

La conseguenza pratica è che il credito scolastico pesa oggi più di quanto molti studenti percepiscano: arrivare al quinto anno con una media solida e documentazione PCTO in ordine vale spesso più di un colpo di fortuna al colloquio. Il consiglio più diffuso, “concentrati sull’esame finale”, è parzialmente sbagliato: bisogna concentrarsi sul triennio, non sull’ultimo trimestre.

Chi arriva alla maturità con crediti bassi e prove mediocri non ha perso per un dettaglio di calcolo, ma per mesi di scelte accumulate. La buona notizia è che questo è esattamente il punto in cui un percorso di recupero strutturato, con tutor e strumenti digitali mirati, può cambiare davvero la traiettoria finale.

— Emanuele

Diplomati: la scelta pratica per recuperare o migliorare il voto

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Fonti

Ordinanza ministeriale 54/2026, pagina MIUR sugli esami di Stato e analisi Il Sole 24 Ore sul calcolo del voto finale.

  • Ordinanza ministeriale n. 54 del 26 marzo 2026

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